Rialto - Cannaregio

Rialto - Cannaregio

L’Agenzia Orientaldoor è lieta di presentarvi dei piccoli itinerari su Venezia, attraverso le curiosità e le tradizioni. Un modo immediato per entrare nella storia che è fatta di quotidianità e aneddoti. Quindi ben arrivati in una delle più belle favole del mondo e dopo le prime indicazioni di come muoversi in città ecco cosa serve : abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica e cappellino per l’estate. Buona ….favola a tutti!

partenza :  Rialto Mercato / durata del tour h 2
il nostro itinerario comincia dal cuore della città, Rialto e come ci racconta il suo nome Rivus Altus questa era la zona più alta della laguna e offriva riparo dalle inondazioni ma non solo, essendo al centro della laguna la zona era anche strategicamente riparata da eventuali invasioni che avvenivano dal mare. Dall’ XI sec si sviluppò il centro commerciale ed economico dell’antica Serenissima, in seguito nel medioevo venne costruito il famoso ponte che restò per secoli l’unico collegamento tra le due sponde del canale.
Il ponte nel medioevo era costruito sulle barche, poi nel ‘200 venne sostituito da un ponte in legno. Nel 1444, in seguito ad un ennesimo e rovinoso crollo, venne ricostruito in legno, con una fila di botteghe ai lati ed una parte mobile al centro per far passare le grandi imbarcazioni che trasportavano ogni tipo di merce dal mediterraneo ed oriente. Nel 1512 in seguito ad un bando, a cui parteciparono anche Michelangelo e Andrea Palladio, venne costruito da Antonio Del Ponte il ponte definitivo che potete vedere ancora oggi.
Nota : a Rialto le rive ai lati del Canal Grande prendono i nomi dalle merci che venivano scaricate Riva del Vin e Riva del Carbon. Sulla Riva del Carbon, attraccavano le navi che trasportavano carbone e si trovavano anche botteghe di legname, da questo lato si affacciano i palazzi più antichi della città, Ca’Loredan e Ca’Farsetti che risalgono al ‘200. Oggi ospitano Municipio e uffici comunali.
Sulla Riva del Vin, attraccavano le navi cariche di vino e si trovava la dogana da terra, dove venivano pesate le merci che venivano dalla terra ferma, mentre quelle da mare, venivano controllate dalla Dogana da Mar in Punta alla Salute.
Per cogliere i colori e gli odori del mercato all’epoca basta leggere i nomi delle calli o fondamenta in zona aiutati da un pizzico di immaginazione…Erbaria, dove vengono ancor oggi scaricate la frutta e la verdura, Casaria ( dove si vendeva il formaggio) Becarie ( dove si vendeva carne) e Pescaria (dove ancora si vende il pesce), riva dell’Ogio (dove si scaricava l’olio proveniente dalla Puglia e dalla Sicilia) e ruga dei Spezieri (venditori di spezie), calle dei Botteri (dove fabbricavano le botti).
Curiosità : al mercato del pesce troverete una lapide posta dalla Serenissima, con la regolamentazione sulle misure minime dei pesci, il tipo ed il prezzo. Altre due lapidi le troverete nel campo S.Margherita, ed a Castello in Fondamenta della Tana.
Chiesa di S.Giacomo di Rialto : secondo una leggenda sarebbe la piu antica della città risalirebbe al V° sec.d.c. Sulla facciata in alto, noterete un iscrizione del ‘200 a forma di croce e subito sotto una scritta che raccomanda al mercante l’onestà, l’esattezza dei pesi e la lealtà dei contratti.
Saliamo ora nel traghetto e facciamoci cullare per pochi minuti dalle onde del Canal Grande per continuare la nostra passeggiata nel sestiere di Cannaregio. Vi ricordate “ocio a ea schiena”!! Ocio è un termine veneziano che letteralmente vuol dire occhio, ma usato nel dialetto per esprimerne attenzione!! Un'altra divertente espressione è “ocio ae calse”(attenzione alle calze!) gridato dai trasportatori con carretto per avvertire le signore al loro passaggio; questa è un espressione sempre meno diffusa, dato che i trasportatori sono oggigiorno di altre origini…ma questa è la storia!

Preso il traghetto ci troviamo in pochi minuti nel sestiere di Cannaregio:
ed esattamente in  Strada Nuova, prendiamo la direzione verso stazione. A questo punto vi consigliamo di fermarvi a visitare uno dei palazzi più suggestivi che affaccia da questa parte del Canal Grande, la Ca’D’Oro. Bellissimo esempio di ‘400 gotico dal sapore orientale, cosi chiamato perche in passato era arricchito di preziosi intarsi dorati sulla facciata. Nel 1922 il barone Giorgio Franchetti, lo donò allo Stato con tutti i suoi splendidi arredi. Proseguendo sempre per la Strada Nuova giriamo a destra per la Fondamenta di S.Felice e la percorriamo tutta fino ad arrivare alla fine dove noterete un ponte senza balaustre, (com’erano un tempo!) ed è l’unico esempio rimasto in città. Girando verso destra vi trovate di fronte alla scuola della Misericordia, imponente opera incompiuta del Sansovino,  e subito dopo ci troviamo di fronte al ponte di legno che porta al campo dell’Abbazia. Notate il pavimento a spina di pesce, così era pavimentata una volta Venezia! Proseguite e godetevi il silenzio di questi angoli e scorci di canale, dal sapore ancora autentico. Sempre dritti incontrerete uno squero, l’ultimo con quello di S.Trovaso, che però è ancora in piena attività e verso destra superato l’ennesimo ponte, vi troverete di fronte ad una vista incantevole della laguna nord. Nella fondamenta c’è il palazzo Contarini Baffo, ora istituto di suore. All’interno, su cortese concessione delle suore, potete provare a chiedere di visitare il bellissimo e curatissimo giardino privato. Proseguendo per la Fondamenta affacciato al canale c’è il palazzo Mastelli o del Cammello, con un bel bassorilievo di un cammello e un uomo con turbante.
Questa era la casa dei tre fratelli Mastelli, venuti dalla terra dei Mori nel 1112 che qui oltre a viverci svolsero la loro attività commerciale. A seguire c’è la bellissima chiesa della Madonna dell’Orto, del XV° sec., dove all’interno ci sono tre grandi tele del pittore veneziano Tintoretto.
Subito dopo vi troverete nel campo dei Mori, dove incastonate nel muro troverete tre statue di Mori,che secondo la tradizione rappresentano proprio i tre fratelli. Seguendo la fondamenta a sinistra, troverete la casa dove visse il pittore Tintoretto.
E’ tempo di una pausa e vi consigliamo quindi di attraversare il ponte e intraprendere  la fondamenta dei Ormesini, ricca di piccoli ristorantini dove rifocillarvi con una buona “ombra di vin”e la cucina tipica locale.

by Roberta Michieletto